#Afganistan prima e dopo. Ora che è chiaro pure a Tutt* il #fallimento della #guerra degli #USA (che scappan a gambe levate, dopo aver finanziato i Talebani in funzione anti sovietica, dopo 241mila morti, 2mila miliardi di dollari, e per l’Italia 8,5 miliardi di euro), – cit. De André – “Vi credete tutti assolti, ma siete tutti coinvolti”! Voi, leader e galoppini dei partiti che hanno votato per la guerra. E noi – per citare Gino Strada – “non eravamo utopici pacifisti: eravamo contro la guerra”!

Organizzare subito corridoi umanitari per accogliere rifugiate/i in Europa e negli USA.

Costerà molto meno delle vostre guerre.

A proposito di Afghanistan, ora sembra chiaro a tutti che fu una guerra sbagliata, e come tutte le guerre assurda e disumana. Come quella in Iraq, fondata sulla bugia (le armi chimiche di Saddam Hussein, mai provate!), che poi ci ha portato l’ISIS.

Ma prima, a quelli come Gino Strada – il chirurgo di guerra fondatore di Emergency – o a quelli come noi – semplici cittadini attivi o militanti accorti – ci definivate nemici dell’Occidente. O, al più, ridicoli pacifisti. Chiedendoci: cosa proponete, se non la guerra? Ma noi – per dirla alla Gino strada – “non eravamo pacifisti: eravamo contro la guerra!”

Un po’ troppo tardi, però. Perché nel frattempo ci sono stati 241.000 morti (100mila militari caduti, tra cui 58 Italiani), e chissà quante altre vittime conteremo, figlie di quella guerra a cui l’Italia partecipò con assoluta convergenza di centrodestra e centrosinistra, con voto unanime alla Camera e al Senato.

Il 7 novembre 2001 il 92% dei parlamentari italiani (senza l’avallo del Consiglio di sicurezza ONU, unico titolato a decidere per gli interventi armati!) votarono contro la guerra, ricordiamolo: soltanto Rifondazione Comunista, i Comunisti Italiani e i Verdi.

In pratica coloro che un tempo avevano ragione, e non solo su questo, oggi sono fuori dal Parlamento italiano e sostanzialmente estromessi dalla scena pubblica.

Buffo, se tutto questo non fosse triste.

E per finanziare tutto questo, gli Stati Uniti hanno speso complessivamente oltre 2 mila miliardi di dollari, l’Italia 8,5 miliardi di Euro. Le grandi industrie di armi ringraziano: alla fine sono solo loro a trarre un bilancio positivo da questa guerra. Se quel fiume di denaro fosse andato all’Afghanistan, adesso il Paese sarebbe una grande Svizzera. E peraltro, alla fine, forse gli occidentali sarebbero riusciti ad averne così un qualche controllo, mentre ora sono costretti a fuggire con la coda fra le gambe.

Ma come sono arrivati al potere i Talebani, poche decine di migliaia di fanatici religiosi?

A metà degli anni ’60, le correnti rivoluzionarie democratiche nazionali dell’Afghanistan si unirono per formare il Partito Democratico Popolare (PDP), una formazione di ispirazione marxista-leninista.

Quando il PDP salì al potere nel 1978, iniziò a lavorare per una più equa distribuzione delle risorse economiche e sociali. I suoi obiettivi includevano la continua emancipazione di donne e ragazze dall’ex schiavitù tribale (un processo iniziato sotto Zahir Shah), pari diritti per le nazionalità delle minoranze, incluso il gruppo più oppresso del paese, gli Hazara, e un maggiore accesso per la gente comune all’istruzione, all’assistenza sanitaria , alloggi dignitosi e servizi igienico-sanitari. C’erano timidi segnali di costruzione del progresso: donne che lavorano insieme nelle cooperative artigiane, dove per la prima volta potevano essere pagate decentemente per il loro lavoro e controllavano i soldi che guadagnavano. Adulti, sia donne che uomini, imparano a leggere. Donne che lavorano come professioniste e ricoprono alti incarichi di governo, compreso il ministro dell’Istruzione. Le famiglie povere che lavorano possono permettersi un medico e mandare i propri figli – ragazze e ragazzi – a scuola. La cancellazione del debito contadino e l’inizio della riforma agraria. Cooperative contadine in erba. Controlli sui prezzi e riduzioni di prezzo su alcuni alimenti chiave. Aiuto ai nomadi interessati a una vita stabile.

Gli sviluppi dopo il 1978 includevano anche l’aiuto sovietico a progetti economici e sociali su scala molto più ampia, con un nuovo Trattato di amicizia sovietico-afghano e una varietà di nuovi progetti, tra cui infrastrutture, prospezione di risorse e attività minerarie, servizi sanitari, istruzione e progetti dimostrativi agricoli. Dopo il dicembre 1978, quel ruolo includeva anche l’introduzione di truppe sovietiche, su richiesta di un governo del PDP sempre più vessato dai signori della guerra feudali e tribali sfollati che furono aiutati e organizzati dagli Stati Uniti e dal Pakistan.

Nel 1981, meno di due anni dopo l’arrivo delle truppe sovietiche in Afghanistan su richiesta del governo di Kabul, il primo ministro britannico Margaret Thatcher si recò al confine tra Pakistan e Afghanistan, affermando di trovarsi in «un’area strategicamente cruciale».

Persa nella nebbia della Guerra Fredda, Thatcher, insieme agli Stati Uniti, ha sostenuto il governo militare del generale Mohammed Zia ul-Haq in Pakistan, aiutando a sostenere un generalissimo dell’Asia meridionale ora considerato uno dei principali artefici della radicalizzazione islamista del suo paese. Dopo l’arrivo delle truppe sovietiche dell’Afghanistan, Zia divenne la persona di punta per il contrattacco anglo-americano; sotto il suo controllo, i mujaheddin afghani sono sbocciati e sono stati piantati i semi di una nuova era di militanza terroristica. Durante una visita del 1981 in Pakistan, la Thatcher pronunciò un discorso salutando gli sforzi di Islamabad».

La conservatrice britannica, nota anche per aver applicato in patria misure di neoliberismo selvaggio, in quell’occasione arringò una folla di combattenti islamisti. La Thatcher disse chiaramente loro: «Il mondo libero è con voi».

Ovviamente, in questa storia pure gli USA sono protagonisti. Ve la ricordate la retorica di Rambo per fare il lavaggio del cervello agli occidentali?

Finanziarono e sponsorizzarono i Talebani e al Qaeda di Bin Laden (cittadino dell’Arabia Saudita, che per Renzi che ha raccolto oltre il 40% dei Vs consensi sarebbe vivendo un rinascimento) per farsi aiutarli a vincere la guerra “fredda” contro l’Unione Sovietica e il governo comunista di Nagibuallah in Afghanistan. Fu Brzezinski ad inventare e organizzare il jihadismo islamico. Zbigniew Brzezinski (28 marzo 1928, Polonia – 26 maggio 2017, USA), consigliere per la sicurezza nazionale USA durante la presidenza di Jimmy Carter, dal 1977 al 1981, è stato la levatrice ufficiale della nascita di al-Qaeda e dei «talebani». Ogni analisi o indagine obiettiva non può che riconoscere la sua responsabilità e quella degli USA nella diffusione dello jihadismo integralista islamista che hanno afflitto i paesi arabi ed islamici dal 1980 ad oggi. L’integralismo islamico è un fenomeno post moderno colonislista, ma circa 40 anni dopo, in particolare dopo il fallimento dei fratelli musulmani nel governare l’Egitto, si può affermare che lo jihadismo di Brzezinski e l’islamismo politico sia finito o che almeno abbia definitivamente perso ogni forza propulsiva: i cittadini arabi e musulmani non ci credono più. Ormai anche i bambini in Medio Oriente sanno che ora gli jihadisti sono solamente dei mercenari che vengono spostati da Libia in Siria e viceversa. Soltanto due forze dell’islam politico trovano ancora convinta popolarità e credibilità tra le masse arabe e musulmane, sono quelle che resistono all’impero Usa e all’occupazione israeliana nel sud del Libano (Hezbollah) e in Gaza (Hamas) in Palestina.

Del resto l’esercito afghano, per il quale l’America ha speso miliardii per addestrare e armare, sta crollando di fronte all’avanzata dei talebani. L’esercito iracheno addestrato dagli americani è crollato di fronte all’ISIS. L’esercito libanese addestrato dagli americani è crollato di fronte all’ISIS e di al-Nusrah (al-Qaeda). Chi ha difeso il Libano (ed i villaggi cristiani ai confini con la Siria) dall’ ISIS e da al-Nusrah sono stati i combattenti della resistenza libanese di Hezboallah gli stessi che hanno difeso e difendono il Libano dalle invasioni e dalle aggressioni e bombardamenti israeliani.

Tornando alla storia dell’Afghanistan, nel 1981 Carter perde le elezioni Usa per le pessime figure che fece con la caduta dello Scia in Iran (il secondo più importante avamposto del colonialismo USA in Medio Oriente dopo Israele), la vittoria della rivoluzione iraniana e di Khomeini, la crisi degli ostaggi statunitensi nell’ambasciata Usa a Tehran e il ridicolo fallimento del tentativo d’intervento militare USA nell’Iran, finanziando Saddam Hussein in Iraq: vincono i Repubblicani e il mediocre attore Reagan diventa presidente.

Reagan prosegue il piano Carter-Brzezinski in Afghanistan, continua a sostenere i talebani e Bin Laden (per gli USA e per i media occidentali grande combattente per la libertà) e riesce a sconfiggere URSS e governo comunista afghano e viene instaurato così il regime dei talebani in Afghanistan fregandosene di terrorismo o maschilismo.

La storia continua e per motivi loro, USA e Talebani litigano fra di loro. Fu l’orribile attentato del 11 settembre 2001 compiuto contro gli USA dal loro alleato Bin Laden e dalla sua al-Qaeda. Nel frattempo a presiedere l’amministrazione USA è Bush junior.

Il resto è purtroppo storia nota. L’ipocrisia delle varie borghesie liberali che adesso pontificano su un ventennio di scelte sbagliate, fingendo di dimenticare quel che c’è stato prima dell’invasione statunitense, non conosce limiti. La storia non li assolverà. Né loro, né chi in tutto l’occidente ha sostenuto le varie guerre in Afghanistan.