PaP garzie

11326 volte #GRAZIE agli elettori del collegio plurinominale del #SENATO #Campania3 che hanno votato Potere al popolo!

Un #risultato_collettivo che merita tanti altri grazie, anche da parte mia!

GRAZIE … alle assemblee che, individuandomi #dalBasso come capolista al Senato, hanno affidato anche a me il compito di rappresentare le istanze dei più deboli nella campagna elettorale.

GRAZIE … ai #candidati, #militanti, #simpatizzanti, #amici, #collettivi, #partiti, ecc che ci hanno messo il candore della faccia, ma pure il sudore delle mani!

GRAZIE … a #EBOLI, la mia città di adozione, che addirittura con il 2,74%, ha voluto tributare alle ragioni esposte per Potere al Popolo quello che sembra essere a primo acchito l’#outcome #più_importante in provincia di #Salerno (tra Camera e Senato), tra i comuni con popolazione superiore ai 5.000 abitanti, e tra i meno deludenti dell’intero Mezzogiorno!
Nella debucle generale, e nonostante le ulteriori divisioni della sinistra ebolitana, che vede ridotti i militanti stacanovisti a quelli contabili con le dita di 2 mani, e a 2 o 3 per il PRC, nonostante l’aumento dei “compagni che sbagliano” a remare contro, nei fatti è stato incrementato il risultato elettorale, sia assoluto che relativo, del 2013, sia nei confronti di Rivoluzione Civile che fu del 2,0 % (con 336 voti), che di SEL che fu – in alleanza con il voto utile del PD – del 2,70% (con 470 voti), in tempi affollati da dirigenti autorevolissimi sia a livello locale, che nazionale, dove il risultato complessivo fu, peraltro, il doppio di quello attuale.

Del resto anche nella vicina #Battipaglia abbiamo ottenuto un risultato dignitosissimo.

GRAZIE … a #Santomenna, il mio paese d’origine, che, sebbene fuori dal collegio in cui ero candidato, ha voluto esprimere un affettuoso 9,45% sul simbolo di Potere al Popolo, forse il #più_alto in #assoluto per Potere al Popolo – Salerno e provincia​, seppure, in termini di cifra elettorale, di mera testimonianza.

Personalmente, devo dire, che è stata una campagna elettorale entusiasmante, che mi ha dato tanto in termini umani e politici, e per la quale non mi sono mai risparmiato, lavorando a testa bassa e pancia a terra, con pochissimi mezzi, attraversando da solo mezza Campania, seppure con l’affetto e il sostegno di tante e tanti.
Ho incontrato luoghi, storie, persone che non avevano rappresentanza.
Ho conosciuto una comunità militante di donne e uomini, ragazze e ragazzi, da cui ho imparato tanto.
Ma soprattutto, oltre ogni sbarramento elettoralistico, ho conosciuto un pezzo di Popolo che vuole catapultare il cuore oltre ogni ostacolo, perché ha sublimato la rabbia in voglia di rovesciare l’esistente. Un nuovo protagonismo sociale.

Purtroppo, il trend complessivo nazionale non ci consente di rappresentare nel Parlamento le istanze dei più deboli.

Il contesto era difficile.

La #deriva #politica dell’inciucio #CentroSinistra + #CentroDestra ha prodotto solo crisi e ingiustizia sociale, attraverso il mantra dell’#austerity, esasperando il Popolo.

La deriva #etica ha indotto, poi, il Popolo a repellere il modus operandi imperante da #FI al #PD: nepotismo, candidati impresentabili in quanto campioni delle clientele (cfr. “fritture di pesce”), imputati, indagati, candidati avulsi o lontani dai territori ecc.

Lo sbocco a sinistra non è stato possibile a causa, da una parte, dell’inciucio di #CetoPolitico di #LeU, in cui gli apparati partitici hanno tenuto lontano il Popolo dai processi decisori, dall’altra, per la “conventio ad escludendum” verso Potere al Popolo, colpita da una “censura” di ceto politico (cfr il Manifesto, LeU, ecc) e mediatica, che prima ha indebolito la sinistra evitando la sua unità (facendo il salto della quaglia al Brancaccio), e poi, non ha consentito l’esposizione mediatica necessaria per una propaganda elettorale indispensabile per raccogliere consensi.

Del resto, il peggioramento delle condizioni materiali di vita e le ingiustizie sociali dovute alla polarizzazione della ricchezza e della società (chi era più ricco è diventato sempre più ricco, e i più deboli sempre più deboli!) sono stati cavalcati dall’#iperbole #populista della #Lega o del #M5S che è stata #trasformata #artatamente in #SENSO_COMUNE:

<I PIÙ DEBOLI PAGANO LA CRISI CAUSATA DAI RICCHI? SI CERCHI UN CAPO ESPIATORIO NEL BASSO DELLA SOCIETÀ, INVECE CHE INDIVIDUARLO NELL’ALTO DELLA SOCIETÀ!>

La #storia_si_ripete. I #fascismi (o le loro declinazioni populiste) fanno così: si #bastonano i più #deboli, gli operai che scioperano davanti alle fabbriche, non i padroni!

Di solito, davanti alle crisi le vie d’uscita sono 2.

La #rivoluzione se la crisi è la peggiore possibile, #oppure il #gattopardismo, il #ribellismo. Cambiare tutto per non cambiare niente!

Grazie all’uso #artato del #potere_forte per eccellenza in questa società, rappresentato dai #MassMedia:

1) #TV: la #Lega sempre in prima serata nelle TV dirette o eterodirette da B. (in maniera da portare al CentroDestra dei #padroni, i #consensi che B. non avrebbe potuto intercettare, con la finalità di arrivare alla #GrosseKoalition con il PD);
2) #Web: magistralmente manipolato dalla potentissima Casaleggio & Co., leader di settore indiscussa in Italia;

il “#SensoComune” è diventato l’#assurdo: la colpa della crisi causata dei ricchi, non è dell’alto della società che l’ha prodotta, ma della parte più debole della società che l’ha subita, come quella dei più deboli, dei #migranti (ieri erano i #meridionali, oggi sono i #neri!) (cfr. Lega), con parole d’ordine fascio-razziste (razza bianca, invasione, sostituzione etnica ecc), false nelle premesse (non c’è nessuna invasione se non poche migrazioni dovute alle guerre e alle depredazioni innescate dall’Occidente, e, del resto, la colpa della crisi è dei colletti “bianchi” non certo dei “neri”!) , ma mai ricusate (anzi!) sia da chi era la concausa (il PD di Minniti contro i poveri: per non discutere delle proprie responsabilità in combutta con i ricchi!), sia da chi chi proponeva come soluzione affidarsi a 2 ricchi come Casaleggio e Grillo (#M5S), senza affrontare il tema di come si può trasferire la ricchezza dai più ricchi ai più deboli, ma puntando a qualche slogan (diminuire lo stipendio a qualche parlamentare – come se, per mole economica ottenibile, si troverebbe la panacea dei più deboli! -, o addirittura ricusando ogni strumento di misura del reddito per intercettare artatamente il malcontento di quella classe media o alta che non è tassata alla fonte).

Ma al netto del risultato elettorale, per noi deludente, il problema è che al peggioramento materiale delle condizioni sociali, lavorative ed economiche del Popolo e soprattutto delle prospettive future, si è associato un peggioramento delle condizioni morali.

“Che fare?”
E’ chiaro che oltre all’auto-ammenda (errori tattici ne abbiamo commessi!), la prospettiva meticcia delle alleanze sociali diventa sempre più centrale, ma va rafforzata (e in molti contesti costruita) con un lavoro su più livelli, compreso quello comunicativo e culturale. Che non vuol dire non mettere al primo posto dell’agenda politica il mutualismo e la difesa del basso della società contro l’alto della società che ne vuole limitare le istanze.
Certo, sono cose che sapevamo. Ma il voto le ha rese ancora più chiare.

In definitiva, non saremo in Parlamento, ma per mettere in campo un’opzione di sinistra, più forte e credibile, nella direzione della costruzione di una società più giusta, ripartiremo dalle piazze, dai quartieri, dai luoghi di lavoro, ovunque c’è Popolo.

L’appuntamento elettorale, allora?
“Ce n’est pas qu’un début!”

Sempre dalla stessa parte ci troverete: dal Popolo, con il Popolo, per il Popolo!

#CeNEstPasQueUnDébut!

#PotereAlPopolo!