Letta la rassegna stampa, mi vien da dire: speriamo, piuttosto, CHE PARISI NON CAMBIERÀ POCO O NULLA AL GAL, perché il nostro GAL (che è un umile GAL, che risponde a bandi della Regione attualmente targata PD, e non è la FAO) si è classificato finora tra i primi 4 migliori in Campania, proprio perché il presidente Falivena, da esponente della sinistra non allineata, era fuori da quel PD che ha bisogno – e cito De Luca durante la campagna al Referendum costituzionale – delle “fritture di pesce” e di “intercettare quella sanità privata che è stata iperfinanziata” (mentre i nostri ospedali pubblici cadano letteralmente a pezzi) “per fare consensi elettorali”.

Il primo atto del dopo Falivena è stato espropriare la sede alla debole Laviano. Speriamo che sia un atto isolato, quello contro i più deboli.

Cosi come il primo atto del dopo Falivena alla Comunità Montana, fu sottrarre la centralità della Comunità Montana a Oliveto Citra.

Ma io sono fiducioso, e auguro a Parisi buon lavoro.

Nonostante, le nostre divergenze, anche aspre, che lo hanno pure indotto a citarmi in giudizio per il mio antagonismo alle sue visoni, non ho alcun problema ad ammettere che Parisi è uno attaccato al territorio, per il quale si spende assai. Certo con la sua visione. Ma visto il nuovo panorama (l’inclusione dei paesi avellinesi i cui GAL non avevano le nostre performance) e il nuovo peso di dinosauri della politica come De Mita contigui al PD, meglio Parisi che uno di destra destra o lontano da questo territorio.

Falivena, nonostante l’eccezionale lavoro fatto, non poteva restare presidente a vita – e del resto la Sinistra alternativa non ha più appoggi -, però rappresentare negativamente il buon lavoro fatto, non mi sembra né corretto, né corrispondente alla realtà.

Insomma: è morto il Re, W il Re!

Ma diamo a Cesare quel che è di Cesare!