sindaco PD Venutolo aggredisce comandante vigili urbani che come i due terzi dei cittadini non lo ha votato.png

I carabinieri chiamati nuovamente a indagare sul sindaco PD di Santomenna, Venutolo, dopo, che hanno beccato l’unica auto comunale di venerdì notte a casa del sindaco a Battipaglia, e che Forestale e Polizia locale hanno trovato rifiuti speciali stoccati nel Municipio (per ennesima vendetta politica della maggioranza), minando pure la salute di altri lavoratori e cittadini tutti.

Il motivo?
Il sindaco di Santomenna,  Gerardo Venutolo, del PD,  in dispregio delle leggi e della volontà popolare (come 20 anni, fa quando fu cacciato con una petizione popolare), governa col PUGNO DI FERRO contro i 2\3 della popolazione che non lo ha votato.

Di fatti, il 5 settembre ha aggredito il comandante dei vigili urbani di Santomenna, m.llo Gerarado D’Elia. Peraltro, il tono di voce delle urla del sindaco era così alto che si sentiva fuori dal comune, poiché, a causa della temperatura ancora estiva, le stanze degli uffici comunali poste al piano terra avevano ancora le finestre aperte.

<Sono stati costretti a chiamarmi,  essendo un cardiologo di Terapia Intensiva Coronarica, poiché l’autoambulanza del 118 ha tardato molte decine di minuti per arrivare. La scena che ho trovato è stata raccapricciante. Il vigile D’Elia era riverso a terra, in stato di incoscienza, così ho iniziato le prime manovre di soccorso rianimatorie, e ho prestato le prime cure, affiancandomi alla farmacista comunale che era già sul posto. Le cure da me prestate hanno determinato una minima, ma lenta ripresa>.

Molto tempo dopo, all’arrivo dell’autoambulanza del 118, è stato completato il rilevamento dei parametri vitali che hanno indotto i sanitari del 118 a trasportare il paziente al Pronto soccorso di Oliveto Citra, attivando le procedure di codice rosso, a sirene spiegate, e continuando a praticare monitoraggio e terapia intensiva al paziente.

Giunti al Pronto Soccorso di Oliveto Citra, per la gravità del caso, i sanitari hanno deciso di trasferire  il paziente al Pronto Soccorso di Eboli,  dove il paziente è stato ricoverato nell’Unità Operativa di Neurologia, poiché necessitava di essere sottoposto ad ulteriori indagini diagnostiche e cure invasive. Lo stato di salute, peraltro, ha imposto congedo per malattia per oltre 60 giorni.

Oltre al nocumento per la salute del paziente, l’onta per il pubblico ufficiale durante il suo servizio, e il danno di immagine per l’Ente, il Comune ha subito pure l’interruzione del pubblico servizio di Polizia Municipale dal momento del ricovero, poiché il vigile è unico dipendente del comune nel ruolo, e non è stato sostituito.

<Molti dipendenti, invero, hanno prestato soccorso, come pure il vicesindaco, mentre il sindaco, durante la mia presenza, sostava nella sua stanza, senza né intervenire, né disporre soccorsi o interessarsi sullo stato di salute>.

In realtà, il sindaco non è nuovo ad attacchi alla persona del vigile: dalla citazione a sproposito del suo nome nelle ordinanze sindacali, fino ad apostrofarlo in malo modo, accusandolo provocatoriamente in pubblico di non sapere gestire il traffico, benché il paese sia piccolino e le auto in movimento pochissime, e i cittadini molto più disciplinati rispetto a quelli dei contesti urbani.

Ma non finisce qui.  Tra le altre cose che ha dovuto subire il vigile, una cosa molto grave è che gli è stata sottratta la sede abituale del suo ufficio, Nonostante le proteste mie e del consigliere di minoranza Piserchia. E ciò in assenza di alcuna disposizione formale, come risulta dall’accesso agli atti effettuato! Dopodiché, l’ufficio del vigile è stato prima collocato in uno sgabuzzino, poi, di fronte alla stanza del sindaco dove il sindaco, come un “grande fratello”, può monitorare in prima persona non solo l’operato del vigile, ma anche i cittadini chi si rechino eventualmente dai vigili per denunciare malfunzionamenti dell’Amministrazione.

Il lupo perde il pelo, ma non il vizio. La maggioranza deve prendere atto che il sindaco sta instaurando lo stesso clima di “guerriglia urbana” di quando fu già sindaco 20 anni fa, e fu quindi giustamente cacciato, dopo una petizione popolare iniziata proprio da me, dalla moglie del vigile e da un contadino che ora deve stare pure attento a non scheggiare i tratturi di montagna con l’aratro, a pena di essere colpito dalle denunce che il sindaco inoltra ai carabinieri! Ora, dunque, tocca alla maggioranza prendersi le proprie responsabilità e  indurre il sindaco ad abbassare il tono dello scontro ed evitare le continue provocazioni – che peraltro fa sottobanco, sfuggendo a comizi, manifesti politici o al confronto aperto -, così che nessuno debba subire le sue ire, e poi ovviamente difendersi dalle sue vessazioni o provocazioni.

E’ indispensabile, dunque, che chi è preposto ai controlli, con sindacati e opposizione consiliare, deve mantenere alta l’allerta per garantire il rispetto dei lavoratori e delle leggi. Altrimenti saremmo nell’omertà e nella convivenza, perché come diceva Martin Luther King “ciò che mi spaventa non è la violenza dei cattivi; ma l’indifferenza dei buoni”, e come diceva “Don Milani”: “a che serve avere le mani pulite, se si tengono in tasca?”