Per i minori in  casa famiglia i comuni (obbligati a provvedere) sborsano dai 70 ai 120 € al giorno.  

Quindi, a carico dei cittadini dei comuni obbligati a provvedere ci sono almeno all’incirca 30.000 € all’anno per ogni minore. È così via: 90.000 € all’anno per una famiglia con 3 figli, 120.000 € se sono 4 i figli da affidare!

Un business da un miliardo all’anno, oltre al disagio per i minori (e i genitori quando siano  incolpevoli) di vivere in maniera disumana.

Quando il #disagio della famiglia fosse la mancanza di lavoro, non sarebbe meglio creare le condizioni per il lavoro pubblico (cooperative sociali, società pubbliche in house, ecc.)? Si realizzerebbe, così, risparmio per i cittadini contribuenti dei comuni e dignità per le famiglie!

Insomma, un modo per combattere la povertà e le disiguagluanze con la redistribuzione del reddito, attraverso il lavoro, non l’assistenza.

Prevenire – con una società in house di cui tutti i comuni si potrebbero dotare, e favorire legislativamente un percorso simile – non sarebbe meglio che curare?

un’inchiesta de La Repubblica sul buiseness delle case famiglia